Il Centro Studi La Città Liberale è da tempo impegnato a stimolare riflessioni sulle opportunità legate a Cosenza città turistica.
A fine marzo abbiamo organizzato un convegno, riunendo istituzioni, esperti e cittadini per anticipare una progettualità oggi fondamentale per la città, come dimostrano le tante iniziative in corso da parte dell’amministrazione.
A beneficio dei nostri lettori, ricordiamo che tre sono i programmi operativi principali previsti nel Masterplan:
- “Cosenza Connect”, dedicato al turismo, con l’attivazione del modello DMO (Destination Management Organization), la selezione di una DMC (Destination Management Company), la creazione di pacchetti turistici esperienziali e una piattaforma digitale integrata;
- “Cosenza Vive”, rivolto al commercio urbano, con la riqualificazione delle vie commerciali, la nascita di percorsi tematici dedicati al gusto, all’arte e ai mestieri, l’introduzione della “Card Cosenza” e una programmazione stabile di eventi urbani;
- “Cosenza Crea”, dedicato all’artigianato identitario, attraverso la valorizzazione delle botteghe diffuse del centro storico, laboratori esperienziali, il marchio “Fatto a Cosenza” e festival tematici.
Nella presentazione del Masterplan è stato inoltre ribadito che sono previsti strumenti trasversali di governance e promozione: una piattaforma digitale unica della destinazione, un calendario integrato degli eventi e un sistema di monitoraggio trimestrale basato su indicatori di performance relativi a flussi turistici, commercio, partecipazione e coinvolgimento degli operatori.
Sempre secondo il piano temporale illustrato dall’Assessore Branda, il percorso del Masterplan sarà articolato in tre fasi: una prima fase, immediata, dedicata al lancio del brand “Cosenza Città Attrattiva” e all’avvio delle prime azioni visibili; una seconda fase di consolidamento operativo e una terza fase finalizzata al posizionamento nazionale e internazionale della città.
E’ bene ricordare che l’importanza di disporre di dati sul turismo rappresentativi, affidabili, completi e disponibili in tempi brevi e di creare e rendere da subito operativo un osservatorio comunale permanente sul turismo, in grado di raccogliere e rendere fruibili questi dati a supporto delle pianificazioni e delle decisioni, era stata già sottolineata dal Centro Studi La Città Liberale nell’approfondimento Qualche dato a supporto delle politiche per Cosenza città turistica pubblicato il 9 giugno scorso.
Oggi invece vogliamo accendere i riflettori sul modello di governance previsto in “Cosenza Connect”, basato sull’attivazione di una DMO (Destination Management Organization) e la selezione di una DMC (Destination Management Company).
La DMO, di natura interamente pubblica, dovrebbe dettare l’agenda delle politiche da attuare nel settore turistico, gli obiettivi da raggiungere e le regole da osservare.
Di contro, la DMC, di natura interamente privata e selezionata mediante un apposito bando, dovrebbe occuparsi della realizzazione di una serie di azioni individuate dalla DMO. A titolo puramente esemplificativo e non esaustivo, citiamo la creazione di pacchetti turistici esperienziali e una piattaforma digitale integrata.
In altre parole, la DMO fa il progetto e la DMC lo realizza.
Incuriositi da questo modello di governance, che riteniamo innovativo, siamo andati a spulciare un po’ in rete e abbiamo visto che ci sono molte città italiane in cui operano diverse DMC, costituitesi peraltro liberamente, mentre sono in numero nettamente inferiore quelle in cui si registra la presenza di una DMO, del tipo di quella che si vuole istituire a Cosenza. Tra queste ultime, citiamo:
- grandi città e capoluoghi come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Torino, Venezia, Verona, Napoli, Palermo, Bari, Genova, Trieste;
- città d’Arte e poli culturali di medie dimensioni come Pisa, Siena (Terre di Siena), Montecatini Terme, Brescia, Bergamo, Varese, Vicenza, Treviso, Rovigo, Rimini, Modena, Perugia, Assisi, L’Aquila;
- poli turistici specifici come Como, Limone sul Garda e bacino gardesano, Iseo, distretto Maggiore/Orta, Cortina d’Ampezzo, Livigno, Madonna di Campiglio, Bolzano, Merano, Amalfi, Sorrento, Vieste, Arzachena, Budoni, Lignano Sabbiadoro, Jesolo, Caorle, Castiglione della Pescaia, Orbetello.
Sarebbe a nostro avviso utile analizzare in maniera approfondita il funzionamento di queste DMO e le loro esperienze maturate in fase di attuazione dei programmi di sviluppo territoriale incentrati sul turismo, soprattutto in relazione alle modalità di coordinamento ed interazione con le DMC.
L’esigenza che il Centro Studi manifesta è garantire che nel modello di governance ipotizzato per “Cosenza Connect” le attività e gli interessi dei tanti operatori economici del settore turistico oggi presenti in città siano opportunamente tutelati e mai danneggiati da una DMC che, selezionata con un bando di evidenza pubblica e proveniente da chissà dove, potrebbe entrare con loro in una competizione ad armi non pari e dagli esiti incerti.
Siamo fiduciosi che l’amministrazione, attraverso la DMO, sappia concordare con gli stessi operatori locali da un lato strategie ed obiettivi di Cosenza Connect e dall’altro le regole necessarie perché gli interessi degli stessi operatori siano opportunamente tutelati e le loro conoscenze, esperienze e competenze opportunamente valorizzate in tutte le fasi del Masterplan, continuando peraltro nel solco degli incontri avvenuti prima della pausa estiva e assicurando la massima partecipazione.
L’impegno del Centro Studi La Città Liberale su questi aspetti strategici continuerà con prossimi approfondimenti.
Giacomo Martirano






