Qualche dato a supporto delle politiche per Cosenza città turistica

Nel convegno del 27 marzo u.s. “Cosenza città turistica: quale rotta per lo sviluppo?” organizzato dal nostro Centro Studi sottolineavamo l’importanza di disporre di dati a supporto di qualsiasi strategia e piano di sviluppo territoriale, coerentemente con quanto già evidenziato nel nostro primo articolo “Cosenza città turistica” pubblicato il 2 febbraio u.s..
Ebbene, a distanza di un paio di mesi, abbiamo scaricato qualche dato dal portale ISTAT ed effettuato un po’ di elaborazioni che vi presentiamo in questo approfondimento.

Precisiamo che abbiamo analizzato solo le annualità 2023 e 2024, non essendo ancora disponibili i dati 2025 e non ritenendo opportuno andare a ritroso nel tempo, per non incorrere in possibili false interpretazioni derivanti dal nefasto periodo COVID.
Inoltre, oltre ai dati di Cosenza, abbiamo analizzato anche quelli di Rende, che, anche se risentono dell’influenza universitaria, contribuiscono a dare una visione d’insieme dell’area urbana.

Cominciamo dalla capacità ricettiva data dal numero di letti, divisa per esercizi alberghieri (hotel a prescindere dal numero di stelle e residenze turistico-alberghiere) ed extra alberghieri (B&B, alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale, agriturismi, case per ferie, altri esercizi ricettivi), mostrata in figura 1.

Figura 1 – Capacità ricettiva misurata in numero di letti

Esaminiamo successivamente gli arrivi, divisi tra residenti (italiani) e non residenti (stranieri) e per macro-tipologia di esercizio, illustrati nelle figure 2 e 3.

Figura 2 – Arrivi (residenti, non residenti e totali)

Figura 3 – Arrivi (residenti, non residenti e totali), suddivisi per macro-tipologia di esercizio

Dalla figura 3 si evince un primo problema relativo alla disponibilità di dati, dal momento che per Cosenza nel 2023 non sono disponibili i dati disaggregati per macro-tipologia di esercizio.

Una prima interessante elaborazione si ottiene calcolando il tasso di riempimento, sia per residenti e non residenti che per macro-tipologia di esercizio, dividendo il numero delle presenze (sempre fornito da ISTAT, come numero di notti trascorse dai clienti nelle strutture ricettive e da non confondersi con il numero degli arrivi, che indicano il numero di clienti ospitati nelle strutture) per la massima capacità teorica annua, calcolata moltiplicando il numero di letti per 365.
Le elaborazioni sono mostrate nelle figure 4 e 5.

Figura 4 – Tasso di riempimento (residenti, non residenti e totale)

Figura 5 – Tasso di riempimento (residenti, non residenti e totali) per macro-tipologia di esercizio

Un’ultima elaborazione è stata effettuata per calcolare il numero medio di notti trascorse nelle strutture ricettive, illustrato nelle figure 6 e 7.

Figura 6 – Numero di notti (residenti, non residenti e totale)

Figura 7 – Numero di notti (residenti, non residenti e totale), suddiviso per macro-tipologia di esercizio

Dai dati illustrati, è possibile effettuare una prima serie di considerazioni:

  1. I tassi di riempimento, sia totali che degli esercizi alberghieri, mostrati nelle figure 4 e 5, sempre al di sotto del 30%, evidenziano un elevato divario tra domanda e offerta. Le strategie da mettere in atto per incrementare la domanda, e quindi far salire il tasso di riempimento, sono influenzate da una molteplicità di fattori, tra cui, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, citiamo l’assenza di strutture con grandi capacità che faciliterebbero forme di turismo congressuale e l’insufficiente offerta di pacchetti turistici che faciliterebbero l’intercettazione sia di gruppi che di singoli nuclei familiari.
  2. Gli stessi tassi di riempimento delle strutture extra alberghiere, mostrati nella figura 5, per Cosenza inferiori al 5% e per Rende intorno al 10%, sembrano raccontare una storia non vera, probabilmente influenzata da dati statistici ufficiali molto al di sotto di quelli reali.
  3. Il numero di notti relativo alla sola città di Cosenza, illustrato nelle figure 6 e 7, sempre inferiore a 2, evidenzia la scarsa capacità attrattiva di Cosenza come meta di soggiorni più lunghi o come meta baricentrica di soggiorni in varie aree del territorio provinciale.
  4. Il numero di notti relativo alla città di Rende trascorse negli esercizi extra alberghieri illustrato nella figura 7, considerevolmente più alto rispetto a Cosenza, ma anche rispetto agli esercizi alberghieri della stessa Rende, induce a individuarne la causa in relazione a lunghi soggiorni universitari, fenomeno di potenziale interesse anche per Cosenza.

A conclusione di questo approfondimento, il Centro Studi La Città Liberale sottolinea l’importanza di disporre di dati sul turismo rappresentativi, affidabili, completi e disponibili in tempi brevi e di creare e rendere da subito operativo un osservatorio comunale permanente sul turismo, in grado di raccogliere e rendere fruibili questi dati.

Auspica inoltre, per come già ribadito nel convegno del 27 marzo, la creazione di stabili e operative sinergie tra i vari attori che operano nel settore turistico: il Dipartimento di Scienze Turistiche dell’UNICAL, gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado ad indirizzo turistico presenti a Cosenza e dintorni, le strutture ricettive, le agenzie di viaggio, i tour operator, le aziende che offrono servizi di mobilità turistica, le guide turistiche, i gestori di musei e tutti coloro in grado di contribuire all’elaborazione ed alla realizzazione di strategie che rendano Cosenza una città turistica.

La recente presentazione del Master Plan “Cosenza Città Attrattiva” da parte dell’Assessore Comunale al Turismo ed alle Attività Produttive Dott. Sarino Branda avvenuta il 22 maggio u.s. offre molteplici spunti che, spalmati su un cronoprogramma triennale, lasciano ben sperare.

Ma saranno oggetto di un prossimo approfondimento, non appena avremo modo di conoscere maggiori dettagli …

Giacomo Martirano